VADEMECUM PER LA MOBILITAZIONE SULL’ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO


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L’alternanza scuola (ASL) è uno degli elementi della Legge 107 che sta provocando nell’immediato più danni nelle scuole superiori. Accade di tutto e di più: attività completamente sganciate dal lavoro in classe e dall’indirizzo di studio, moltissime ore sottratte all’insegnamento, spesso con piccoli gruppi di studenti che rompono il gruppo classe per 2-3 mesi, lavori ripetitivi e meramente esecutivi in cui vi è pochissima formazione e molto sfruttamento di lavoro gratuito.

L’ASL si colloca strutturalmente nella versione italiana del capitalismo neo liberista, che punta, nella competizione globale, alla riduzione del costo unitario del lavoro più con la riduzione dei salari e l’uso flessibile del lavoro che con l’aumento della produttività. In tale contesto, dopo la precarizzazione che con il Jobs Act ha invaso anche il lavoro a tempo indeterminato, la nuova frontiera del mercato del lavoro è il lavoro gratuito, che è di per sé un ossimoro. Infatti, anche il Vangelo parla di lavoro come “prestazione in cambio di giusta mercede” o l’art. 36 Cost. prevede il diritto dei lavoratori ad una retribuzione che “garantisca un’esistenza libera e dignitosa”. Già l’ Expo e il Giubileo sono stati organizzati con una netta prevalenza di stage gratuiti: quando l’ ASL andrà a regime tutti gli studenti italiani del triennio lavoreranno gratuitamente per un mese all’anno, con un ulteriore aumento della disoccupazione giovanile, che già viaggia intorno al 40%!

Ma il lavoro gratuito non basta! E’ di questi giorni la Nota Miur del 28.9.2017 che annuncia che, in base al D. Lgs n. 219/2016 di riforma del Sistema Camerale, sono in corso di pubblicazione una serie di bandi delle Camere di Commercio italiane per l’erogazione di voucher alle imprese iscritte al Registro nazionale per l’ ASL e che hanno attivato o attiveranno percorsi di ASL. Allo stato sono aperti nel 2017 35 bandi di diverse Camere che si chiudono verso la fine dell’anno, altri 4 bandi sono stati già chiusi nel 2017. Per esempio, il bando della Camera di Commercio di Firenze prevede per le micro, piccole e medie imprese1, voucher di 400 euro per 1 studente, 800 per due, 1.000 per tre o più, maggiorabili fino a 1.300 se si tratta di studenti disabili, per il periodo che va dal 23.5.2017 al 31.12 2017. Avete letto bene: per invogliare le PMI ad accettare studenti in ASL non solo possono usare lavoro gratuito, ma vengono addirittura retribuite le imprese. Si tratta di un vero e proprio salto culturale e politico: dal lavoro retribuito previsto dall’art. 36 Cost., al lavoro sotto inquadrato e retribuito di due livelli perché per il resto il lavoratore in contratto di apprendistato è retribuito in formazione, allo Stato che paga le imprese perché possano sfruttare il lavoro gratuito degli studenti e formarli. Qui lo scambio non è più quello classico del capitalismo otto-novecentesco, salario contro forza lavoro, ma risale all’economia mercantile delle botteghe artigiane: possibilità di lavorare gratuitamente e formazione (reale o fittizia che sia) contro denaro. Ma almeno i maestri artigiani spesso insegnavano realmente un mestiere ai garzoni e offrivano vitto e alloggio, che ora sono a carico degli studenti!

Sono qui evidenti gli obiettivi anche valoriali dell’AS: non solo quello dell’assimilazione della cultura d’impresa con la condivisione dei fini imprenditoriali, in particolare della logica della gerarchizzazione, ma anche l’accettazione fin dai 16 anni dell’idea che se ti offrono l’occasione di lavorare e di formarti ti stanno facendo un favore! Quante volte i giovani precari si sono sentiti rinfacciare questo favore quando rivendicavano il loro elementare diritto ad essere pagati tempestivamente? Ora il governo legittima e rafforza tale atteggiamento!

Infine, la formazione aziendale, anche quando è effettiva, si caratterizza per l’apprendimento rapido di nozioni o saper fare decontestualizzati, da smettere rapidamente per acquisire altre competenze analoghe, come è tipico di una forza lavoro flessibile e precaria. E’ evidente che anche tale approccio rappresenta un radicale cambio di rotta rispetto, per esempio, allo sviluppo delle capacità di cogliere i nessi, di sviluppare una visione d’insieme dei fenomeni, di analizzare i singoli tasselli di sistemi con diversi livelli di complessità, che caratterizza la didattica nella migliore tradizione della scuola pubblica italiana. Il rischio è la subordinazione degli obiettivi della scuola pubblica agli interessi imprenditoriali, in netto contrasto con il ruolo che la Costituzione assegna alla scuola, che deve formare un cittadino che sia naturalmente in grado di inserirsi nel mondo del lavoro, ma anche di capire per chi, come, con quali fini e in quale contesto produce.

Da queste considerazioni nasce la richiesta di abolire l’obbligatorietà dell’ASL e di lasciare agli organi collegiali delle singole istituzioni scolastiche la scelta se effettuare esperienze di ASL e di determinare nel Ptof il quantitativo minimo di ore da garantire, anche al fine dell’ammissione all’Esame di Stato.