Più di trentamila persone hanno attraversato le strade di Torino dando vita al Corteo della Conoscenza: una manifestazione straordinaria, colorata e partecipata, che ha visto protagonisti migliaia di ragazze e ragazzi, studentesse e studenti, docenti, educatrici, lavoratrici e lavoratori della scuola, cittadine e cittadini.
Oggi, 30 ottobre, abbiamo scelto di caratterizzare la nostra giornata di sciopero scendendo in piazza al fianco del movimento studentesco e dei movimenti sociali della città. Una scelta precisa: stare insieme a chi lotta per il diritto alla conoscenza, per una scuola pubblica e inclusiva, per la libertà e per un futuro migliore.
Il corteo, inizialmente non autorizzato, ha ottenuto il via libera della Questura di fronte alla straordinaria partecipazione e alla determinazione delle migliaia di persone presenti. Siamo partiti da Palazzo Nuovo, luogo simbolo della formazione e della conoscenza, per raggiungere l’Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte, portando la protesta proprio davanti a uno dei luoghi istituzionali in cui si annidano precise responsabilità sulle politiche scolastiche.
Non è stata un’unità improvvisata e casuale. Abbiamo costruito questa manifestazione giorno dopo giorno, attraverso il dialogo e il confronto con studentesse e studenti, docenti, associazioni e realtà sociali. Ci abbiamo creduto fin dall’inizio e oggi le strade di Torino, attraversate da oltre trentamila persone, dimostrano quanto fosse necessaria questa mobilitazione.
Il messaggio lanciato dal corteo è stato forte e inequivocabile:
SOLDI ALLA SCUOLA, NON ALLE ARMI!
La distruzione della scuola pubblica non è una fatalità, ma il risultato di un preciso progetto politico. Un progetto che passa attraverso il progressivo peggioramento delle condizioni di lavoro di docenti, educatrici ed educatori, la precarizzazione, il definanziamento dell’istruzione e la continua cancellazione dei diritti di chi studia.
A questo progetto ci opponiamo fermamente.
Siamo scesi in piazza per rivendicare:
- aumenti salariali dignitosi per docenti e personale ATA;
- il ritiro delle Nuove Indicazioni Nazionali;
- la tutela della libertà d’insegnamento;
- la stabilizzazione delle lavoratrici e dei lavoratori precari;
- il ritiro della classista riforma degli istituti tecnici;
- il ritiro del discriminatorio DL 170/2026, che impone un tetto alla presenza di studentesse e studenti di origine straniera nelle classi;
- il ritiro della L. 104/26 che vieta di fatto l’educazione sessuo affettiva nelle scuole;
- maggiori investimenti nell’edilizia scolastica, nel diritto allo studio e nella qualità della formazione.
Ma oggi siamo scesi in piazza anche per difendere gli spazi democratici, il diritto al dissenso e la libertà di manifestare. Non possiamo accettare che il centro delle città diventi uno spazio sottratto alla partecipazione e al conflitto sociale, né che si tenti di intimidire e isolare chi protesta attraverso campagne di allarmismo e terrorismo mediatico.
Ci avrebbero voluti lontani dal centro cittadino, confinati ai margini, ma abbiamo attraversato le strade di Torino, conflittuali ma pacifici, al fianco delle giovani e dei giovani che lottano per un futuro che oggi sembra sempre più difficile persino immaginare.
Non alla testa del movimento studentesco ma al suo fianco, insieme a chi non accetta di subire passivamente ingiustizie, discriminazioni e autoritarismo.
Saremo sempre solidali e complici di chi rivendica i propri diritti, di chi denuncia il genocidio in corso, di chi si batte contro ogni forma di razzismo e discriminazione e di chi non rinuncia alla libertà di pensiero e di parola.
Le trentamila persone di oggi dimostrano che esiste una comunità ampia, viva e determinata, pronta a mobilitarsi per difendere la scuola pubblica e costruire un’alternativa.
La conoscenza è un bene comune. La scuola non si militarizza, si finanzia! Il futuro non si arma: si costruisce con la scuola, con i diritti, con la libertà e con la partecipazione.
COBAS SCUOLA TORINO


