7 maggio Sciopero della SCUOLA

24 Aprile 2026

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No alla controriforma degli Istituti Tecnici

No al contratto bidone/miseria

No ai quiz Invalsi

Si all’immissione in ruolo del personale precario

No alla Guerra

 

La controriforma dei Tecnici riduce i saperi e taglia il tempo scuola (4+2) piegando la scuola alla logica e alle esigenze aziendali, anche attraverso l’anticipazione a 15 anni dell’età per partecipare ai percorsi FSL. Inoltre, determina un significativo e insopportabile taglio delle cattedre, con conseguente perdita di posti di lavoro. In attesa di ridiscutere, e cancellare, questi progetti chiediamo che per il prossimo anno scolastico non si proceda con l’attuazione della controriforma.

Il contratto bidone, sottoscritto da tutti i sindacati concertativi, non permette, ancora una volta, neanche il recupero dell’inflazione, mentre continua a privilegiare Dirigenti Scolastici e DSGA (oggi Funzionari…). Siamo lontani dalle retribuzioni medie 2024 dei paesi dell’OCSE [+23,4%], e di quelle del G7 [+32,7%]. Occorre invertire la rotta, recuperando, almeno, il potere di acquisto perso negli ultimi 30 anni.

I quiz Invalsi, sulla base di pseudomisurazioni, incomplete e che non hanno alcuna validità scientifica, ripropongono una concezione della scuola che mira all’addestramento degli studenti, mortificandone le capacità critiche e i percorsi di autonomia.

La presenza di oltre un quarto di Lavoratori Precari nega il diritto al lavoro e a un salario decente per centinaia di migliaia di persone e rende problematico, non garantendo la continuità didattica, il diritto allo studio. Occorre diminuire immediatamente il numero di alunne/i per classe (20, 15 in caso di presenza di allieve/i con diversa abilità) e trasformare a tempo indeterminato tutti i posti disponibili.

“La terza guerra mondiale a pezzi”, dopo l’attacco all’Iran di USA e Israele, sta diventando, semplicemente e drammaticamente, guerra mondiale; mentre nonostante la presunta pace, a Gaza e in Palestina prosegue il genocidio. Spese militari e blocchi commerciali determinano, inoltre, il costante e progressivo smantellamento dello stato sociale. In molti paesi, a conferma della tragicità della situazione, sta tornando la leva militare obbligatoria. La scuola, nel nostro Paese, si è schierata contro la guerra e per l’autodeterminazione dei popoli. Ribadiamo con forza che l’unica soluzione è la  pace, all’interno di un quadro generale di rispetto reciproco e giustizia sociale.

 

Cobas Scuola