Il popolo della scuola pubblica chiede ai sindacati che hanno indetto i grandi scioperi di maggio-giugno di convocare una manifestazione nazionale e uno sciopero generale contro gli effetti nefasti della legge 107 – la cattiva scuola di Renzi – e per un forte recupero salariale

20 Settembre 2015

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Proponiamo agli altri sindacati che il 24 ottobre si svolga a Roma una oceanica manifestazione nazionale e che lo sciopero della scuola venga effettuato nella prima parte di novembre, dopo la presentazione della Legge di stabilità

Nonostante una straordinaria  stagione di lotta del popolo della scuola pubblica (e in primo luogo di docenti ed Ata con i grandi scioperi del 5, 6 e 12 maggio contro il progetto Renzi e l’Invalsi, e il plebiscitario blocco degli scrutini dal 3 al 14 giugno, il governo, pur vacillando ripetutamente, ha infine imposto dittatorialmente la volontà renziana di disgregare la scuola pubblica, varando la legge 107/2015. Ma, contrariamente alle previsioni governative, nelle scuole non c’è stata la resa e l’abbandono del conflitto! In questi giorni nelle scuole si susseguono enormi assemblee unitarie (su tutte quella straordinaria di Firenze, con 4000 presenti) che testimoniano la volontà diffusa di impedire la realizzazione degli effetti nefasti della legge 107, con particolare riferimento alla grottesca pretesa di individuare tramite il Comitato di valutazione i “buoni” docenti da premiare e i “cattivi” da punire, nonché di usare nel Piano triennale i docenti come tappabuchi, disposti a tutto in quanto assunti e licenziati per volere sovrano di presidi-padroni, modello Marchionne.
Ma docenti ed Ata segnalano con forza che non si può rinchiudere tale lotta solo all’interno delle singole scuole e chiedono con insistenza che i sindacati che hanno condotto lo scontro con la cattiva scuola di Renzi negli scioperi di maggio e giugno, riprendano unitariamente le fila di quell’epico conflitto e diano vita in tempi ragionevolmente rapidi ad un nuovo e plebiscitario sciopero generale della scuola e ad una oceanica manifestazione nazionale, ove chiamare a raccolta tutti i settori popolari a cui sta a cuore la difesa e il miglioramento della scuola pubblica. Per la verità la richiesta prevalente è stata finora quella di far coincidere lo sciopero con la manifestazione nazionale. Ma dobbiamo prendere atto che i cinque sindacati (Cgil-Cisl-Uil-Snals-Gilda), che insieme a noi hanno convocato gli scioperi di maggio-giugno, hanno indetto una giornata di mobilitazione per il 24 ottobre con manifestazioni regionali. Dalle assemblee unitarie nelle scuole (ma anche da assemblee nazionali come quella svolta dai Comitati LIP) è venuta non solo la forte pressione per lo sciopero e la manifestazione nazionale ma anche la richiesta che ciò avvenga mantenendo l’unità senza precedenti che ha fatto fare un salto di qualità alle mobilitazioni: e dunque sarebbe sbagliato  contrapporre a questa data (cade di sabato quando circa la metà dei docenti non lavora), un’altra ove sia possibile far coincidere sciopero e manifestazione nazionale.
D’altra parte nella seconda parte di ottobre avremo a disposizione il testo della Legge di Stabilità, da cui apparirà chiarissimo che, pur obbligato da una sentenza della Corte Costituzionale a rinnovare il contratto, il governo non ha alcuna intenzione di restituire neanche una parte del salario perso (almeno il 20%) nell’ultimo decennio da docenti ed Ata: ci saranno solo ridicole briciole, in cambio delle quali Renzi vorrebbe imporre nel contratto l’applicazione normativa della 107: e dunque la volontà dei lavoratori/trici di recuperare il maltolto salariale potrà aggiungere altra benzina nella macchina del conflitto. Perciò, si può anche impostare la lotta su due giornate, una di manifestazione nazionale e una di sciopero generale. In tal senso, proponiamo agli altri sindacati che il 24 ottobre si svolgano non manifestazioni regionali ma una grandiosa manifestazione nazionale a Roma, da gestire unitariamente; e che si convochi nella prima parte di novembre uno sciopero generale della scuola per la cancellazione degli effetti nefasti della 107 e per un forte recupero salariale per docenti ed Ata, escludendo l’applicazione della 107 nel contratto. Riteniamo che le date preferibili siano il 6 o il 13 novembre, disposti a prendere in considerazione altre date, a patto che non si vada oltre la metà del mese. Attendiamo una risposta, precisando, per chiarezza, che, qualora non ne ricevessimo in tempi ragionevoli, dovremmo procedere alla convocazione, pur con la massima disponibilità a rivederne la data unitariamente.
Ricordiamo che in queste mobilitazioni confluirà sia l’indignazione degli Ata che, oltre a vedersi togliere posti in organico di diritto e bloccare l’assunzione dei precari per lasciar posto ai dipendenti delle Province, non possono essere sostituiti (i bidelli addirittura per 7 giorni, oltre ai docenti per il primo giorno) in caso di assenza; sia quella dei precari, per nulla “stabilizzati” ma resi “precari triennali” ricattabili, costretti nel ruolo deprimente di “supplenti tappabuchi” o addirittura condannati alla disoccupazione malgrado la nota sentenza della Corte Europea di giustizia.
Facciamo dunque appello ai Cinque perché si possa lanciare insieme la manifestazione nazionale a Roma per il 24 ottobre e lo sciopero generale nella prima parte di novembre; e nel contempo invitiamo tutti i lavoratori/trici della scuola, i collettivi e comitati locali e nazionali – nonché gli studenti che sciopereranno e manifesteranno già nella prima decade di ottobre – affinché si lavori congiuntamente per la realizzazione unitaria di questi due momenti cruciali di lotta.

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