È stato un altro anno faticoso per la scuola pubblica. Le NIN per il primo ciclo, la riforma degli Istituti tecnici e la bozza delle Indicazioni per i Licei confermano una tendenza che restringe gli spazi di partecipazione e autonomia, rafforzando un modello sempre più centralizzato e gerarchico.
Accanto a questo quadro preoccupante, si sono però registrati segnali di reazione e partecipazione. Gli scioperi e le mobilitazioni, in particolare sui temi della guerra e della solidarietà internazionale, hanno visto una presenza ampia e consapevole di lavoratrici, lavoratori e studenti.
Il risultato referendario ha poi mostrato che la spinta delle destre non è incontrastata e che esiste ancora una significativa capacità di opposizione sociale e democratica.
L’attacco ai diritti e alla democrazia nelle scuole resta tuttavia fortissimo.
Le RSU vengono considerate da numerosi dirigenti un ostacolo da bypassare e delegittimare. Emblematico il caso dell’IIS Colombatto di Torino, dove l’attività sindacale è stata descritta all’opinione pubblica e denunciata ai giudici addirittura come una forma di “stalking” nei confronti del dirigente scolastico.
A questo si aggiungono le continue esternazioni del ministro Valditara e la presenza sempre più disinvolta di iniziative di propaganda dell’estrema destra davanti alle scuole. Si afferma così un clima in cui il dissenso viene represso, la partecipazione scoraggiata e l’agibilità sindacale messa in discussione. Quando poi non si riescono a comprimere diritti e spazi sindacali attraverso le norme, si ricorre sempre più agli strumenti disciplinari e giudiziari.
Il forte incremento dei procedimenti disciplinari segnala
una scuola che fatica a gestire confronto e conflitto
attraverso il dialogo e la contrattazione.
Ma, pur tra molte difficoltà, la fine delle lezioni è arrivata e ora (forse) ci attende un po’ di tranquillità.
Tutte e tutti sono invitati alla bicchierata di fine anno scolastico per scambiare due chiacchiere, salutarci con qualche pasticcino e un meritato brindisi alla nostra resistenza quotidiana come RSU e lavoratori nella scuola.
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